Giancarlo Vitali, artista, pittore e incisore, è del ‘29, come il mio papà.
A Natale i due si sono scambiati un libro d’arte e Carta di Fabriano. Che classe, quella del ‘29!
Mentre rileggo le parole di Vitali, dedicate al forzato ricovero in ospedale di qualche anno fa: ti squartano e poi magicamente ti rincollano… poi quando la colla ha fatto presa e lentamente torni alla realtà reale…ma perché? Possibile che io sia così fortunato? lo vedo nella mia mente come qualche volta, con amore di figlia, lo descrive la mia amica Sara: incupito, ventoso e in burrasca come il lago. (Giancarlo Vitali vive a Bellano, sul lago di Como).
Voglio scrivere di lui e delle sue nuove Mostre, quella di Milano e quella di Lecco.
La Mostra di Milano si intitola Attorno al tavolo: una mensa imbandita che segna il ritorno del Maestro sul palcoscenico dell’arte. La Mostra è alla Galleria Antonia Jannone dall’11 marzo al 12 aprile, dalle 15.30 alle 19.30. C’è il cibo e la sua bellezza. Protagonisti i missoltini, che, come gioielli, emanano una luce verde azzurra. Poveri pesci, preziosi per chi inciampa nel buio della fame. Il luccio, morto stecchito, non smette di essere aggressivo e, tragicamente comico, fa la faccia cattiva del vero predatore del lago. Sono disegni di tutto quanto gira intorno e sopra il tavolo. Dove si mangia e si sta insieme. Come sul tavolo dell’architetto Mario Botta, Tavolo Terzo: la stessa base supporta piani di marmo diversi per 6, 8 e 12 posti. Il tavolo è uno. Sopra il tavolo si esibiscono tutti, chi mangia e chi viene mangiato. Appena mi capita lo dirò qualcuno dei miei amici cuochi.
Giovanni Testori scrisse di Vitali nel lontano 1984 quando, un coniglio squartato lo colpì così tanto che corse a conoscere lo squartatore: la pittura è sontuosa trionfante di sughi, succhi, rapine cromatiche, carnali ascendenze, sempre di fiumi, di rose, di peonie e di sangue.
Il 14 marzo sono andata a Lecco per l’inaugurazione dell’altra Mostra, con Teresa, mia figlia e la sua amica del cuore Cecilia Ricci. Due studentesse ventenni con la passione per l’arte, l’architettura e il design. Felici, perché in una sola botta, si beccano Vitali e Botta!
La Mostra di Lecco, Ritratti di pollame, carne, rose e girasoli, a cura di Carlo Bertelli, la più importante perché ci sono 135 opere, divise in 11 sezioni, gli animali, le nature morte, i paesaggi, le maschere, i fiori ecc… è nella nuova sede dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, ANCE, ad opera di Mario Botta, dal 15 marzo al 21 giugno. Vitali dentro Botta e viceversa. Passeggiandola non riesco a smettere di guardare i Ritratti: la Dama dei gatti ci appare in tutti i suoi migliori travestimenti, il Cuoco, protagonista fisso di queste mie pagine, ha la faccia sciupata, furba, occhi piccoli e stanchi, il calore dietro le spalle. C’è anche il coniglio squartato e la fiorentina che gronda ancora, sangue e vita. Cibo che scompare e poi ritorna. Le vacche in posa, la tovaglia strapazzata, le teste dei galli, i girasoli, le composizioni di fiori, le caricature, i personaggi, il macello, l’orchestra, il popolo, il colore rosso.
La crudezza della morte nel cibo. Immagini forti, reali, emozionanti.
Gli occhi degli animali brillano intensamente, sia da vivi che da morti.
Ci sono gli animali, mettetevi le babbucce da laboratorio! La mostra si visita così: passi felpati avvolti in bianche babbucce da laboratorio su una soffice moquette nera, fra pareti grigio perla, dentro e fuori, sulla terrazza. Le pareti fanno da cornice ai quadri. I ritratti hanno cornici proprie.
A inaugurazione finita rimaniamo a bere, ridere e mangiare con Vitali, Botta e staff. Le mie due giovani accompagnatrici sono concentrate e ascoltano in religioso silenzio. La mattina dopo il Maestro Vitali ci offre un caffé e ci fa visitare il suo rifugio di colori e tavolozze. E’contento perché tanta gente ha accolto l’invito a visitare la sua Mostra: come per la Dama con l’ermellino, nessuno sapeva cosa fosse poi all’improvviso tutti sapevano dov’era e chi era questa Dama, paese pettegolo! Ci racconta gli spunti delle sue ispirazioni, del ciabattino che aveva sempre una salsiccia e un bicchiere di vino per tutti, a qualsiasi ora del giorno e della notte e conosceva i segreti più nascosti della gente di Bellano.

Gli occhi del Maestro brillano come le pennellate dei suoi quadri.
Cecilia Ricci, l’amica di Teresa, è al primo anno di architettura. Allora approfitto e le chiedo di scrivere qualcosa sulla Mostra di Lecco che abbiamo visto insieme. Così produce queste competenti e giovani parole su Ritratti di pollame, rose e girasoli e la pittura nell’architettura.
Percorrere i tratti di una vita vera e genuina per rapide pennellate, racchiudersi nel cuore di una struttura razionale e compenetrata nei suoi volumi è ciò che si percepisce alla nuova Casa dei costruttori di Lecco. L’emozionante rassegna di dipinti di Giancarlo Vitali, organizzata da ANCE Lecco con l’allestimento di Mario Botta nella struttura progettata dal medesimo, offre un interessante connubio tra architettura e pittura.
L’edificio sintetizza la razionalità e funzionalità dell’architetto Botta che colloca sapientemente la costruzione nella vecchia e un po’ dismessa zona industriale con un, a dir poco, suggestivo sfondo alpino. I colori che caratterizzano gli esterni, il verde del prato, l’acciaio delle strutture e il caldo rosa delle parti rivestite o riempite con i mattoncini dalla strana forma a spioventi, sono colori tenui e che occupano spazi linearmente definiti che si scontrano con il colorismo per pennellate fugaci dei ritagli di vita quotidiana del Vitali.
Se si segue il percorso pensato dai due artisti si sente in modo netto la volontà di una suddivisione delle opere di vita intima da quelle più mondane: nella prima parte la moquette nera da la sensazione di calore e accoglienza, apre le porte ad un ambiente intimo, mentre l’altra parte offre un ampio respiro aprendosi verso le montagne circostanti.
Le opere sono parti integranti della struttura così come sono, incastonate come preziose pietre nei pannelli grigi che la compongono. Esplorando ogni vano quasi si sentono gli odori e si tocca con mano la realtà vista con gli occhi di un uomo che pur filtrandola attraverso la propria esperienza non la deforma; il tutto attraverso un’intensità espressiva tipica della sua tecnica per forti pennellate di colore denso.
O che ci si lasci inebriare dai profumi dei fiori o che ci si immerga nella genuina “crudità” degli animali, scuoiati e sgozzati, non si può fare a meno di sentirsi rapiti da quella atmosfera quotidiana che riempie la vita sul lago dell’artista. I volti dei personaggi descritti attraverso delle esagerazioni caricaturali, una particolare attenzione ai “protagonisti” del paese, emerge nei ritratti e nelle rappresentazioni dove spicca la tipicità della gente.
La definizione più adatta ad esprimere questa rassegna unica nel suo genere sotto ogni aspetto è da attribuirsi alla simbiosi “in progress” (con continui interscambi) tra la sintesi architettonica e l’intensità pittorica.
E dopo le appassionate parole di Cecilia Ricci che completano le mie impressioni, vi consiglio caldamente di andare a vedere le due Mostre di Giancarlo Vitali. Le sue opere sono una vera e propria forza della natura, un intenso lunghissimo respiro/sospiro pieno di calore, colore ed odore che vi farà bene, un gran bene!
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