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Stefano Bicocchi, in arte Vito. Protagonista dell'Arena del Sole. Per noi Vito Cuoco. Non l'attore, il Cuoco quello Vero!
Stefano Bicocchi, in arte Vito, è un grande e bravo attore di teatro, ogni tanto prestato al cinema con risultati notevoli. Lo seguo a Bologna durante le serate dei Dopoteatro con gli Chef. Apro parentisi: Del Dopoteatro con gli Chef ormai sapete tutto. Che è un progetto Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna, che la versione 2008 è in produzione grazie al Chiudo parentesi. In un'ora di risate e chiacchiere ecco cosa mi ha raccontato Vito. Non solo teatro ma un Vito Cuoco appassionato e geloso della sua cucina. Tutto per voi!
Carla: l'altra sera ho visto Piazzetta Bicocchi 50, sei grande. Quanti personaggi fai in un'ora? Vito: 12. è un'ora e 5 minuti di spettacolo. Sono vestito a strati, a buccia. Così velocemente mi aiutano a cambiarmi. Carla: c'è molto di tuo nei personaggi che interpreti? Mi ha colpita l'anziano a cui il figlio per paura di perderlo dà un fumogeno da stadio...racconti Bologna che rappresenta un po' ogni luogo in cui viviamo. Vito: lavoro da anni con Francesco Freyrie e Daniele Sala, rispettivamente autore e regista. Sono con me quando facciamo le prove. E' facile che Francesco modifichi il testo seduta stante. Stiamo spesso insieme e a cena ci raccontiamo storie, le viviamo e le inventiamo.
Carla: basta teatro! Voglio sentire il Vito Cuoco! Come mai questo amore per la cucina? Vito: il mio papà era capo cuoco all'ospedale e il sabato sera sfogava la sua passione repressa a casa che diventava, per l'occasione, un circolo privato, ed accoglieva amici e conoscenti. Sono figlio d'arte. La mia è una famiglia numerosa e nonna, mamma e papà dedicavano alla preparazione del cibo un'attenzione maniacale. Nonna preparava le tagliatelle per la settimana, sughi, marmellate ecc... c'era il piacere nel fare da mangiare. Non un dovere ma un gesto d'amore. Sono cresciuto con la consapovelezza che ospitare e accogliere amici e parenti in un conviviale è per prima cosa un piacere. Carla: un piacere che ripeti periodicamente nella tua casa a Bologna. (Vito è solito invitare a casa sua per cene memorabili amici, collaboratori ecc...) Vito: quando ho arredato la mia nuova casa l'architetto pensava di fare un piccolo angolo cucina tanto, diceva lui, io sono sempre fuori in tournée... mai!! A casa mia tutto gira intorno alla cucina che è al centro della casa. Carla: non per fare pubblicità gratuita. E' vero che hai una Bulthaup? Vito: si. Mi sono regalato una Bulthaup. Stare intorno alla cucina e in cucina è un momento prezioso che crea aggregazione, complicità e intimità.
Carla: cosa ama mangiare il Vito Cuoco? Vito: sono goloso e curioso. Mangio tutto. Non mi piace la sperimentazione fine a sè stessa, l'esibizione di stile. Perdo l'entusiasmo se poi devo far fatica a mangiare. Capire dove cominciare ecc... ecco ammiro e stimo uno come Ferran Adria. L'ultima volta che l'ho incontrato al Gambero Rosso Channel faceva panini con la salsiccia della sua Regione. Ferran Adria ha un bagaglio culturale ed una storia da raccontare. Carla: il cuoco italiano che preferisci in assoluto? Vito: Carlo Cracco. Quando recito a Milano vado sempre da lui e mi piace molto. Carla: anche a noi. E com'è Vito Cuoco? Vito: il mio frigo non è mai pieno. Quello che prendo consumo. Ho qualcosa nel congelatore ma poco. Adoro andare a fare la spesa. Se improvviso improvviso una pasta ma che sia buona di suo. Mi basta il profumo buono della pasta che bolle in pentola, un goccio d'olio e il gioco è fatto. Carla: ma quando prepari le tue cene vip come procedi? Vito: decido un menu. Poi vado al mercato e se vedo un bel pesce e volevo fare una carne cambio subito idea. Mi diverto a fare anche cose complicate alternate alla semplicità di una pasta al pomodoro. Ieri sera per 5 amici Vitel Tonné e pasta al pomodoro. Al di là della modestia sono proprio bravo! Dopo tante sperimentazioni ho stabilizzato la ricetta di una Bavarese alla vaniglia che Marco Fadiga ha messo a menu. Una Bavarese con poca colla di pesce, consistente ma che si scioglie sotto la lingua... Carla: è proprio un innamoramento... la cucina è un punto fermo della tua vita. Vito: lo hai visto anche dai miei programmi su Gambero Rosso e durante ai miei spettacoli all'Auditorium di Roma. L'altra sera ho fatto una pasta al forno in pasta sfoglia, ricco ragù con pisellini. Un lavoro lungo. Io in cucina ci passo delle ore... Carla: sono sicura che sei un cuoco geloso e solitario.
Vito: ogni tanto qualcuno prova ad aiutarmi ma solo io so cosa voglio fare della cipolla che sto sbucciando e del gambero che sto saltando. Conosco i miei tempi di reazione. La cucina si fa con gli occhi e col naso. Si impara solo guardando, mangiando e annusando. La cucina non si racconta. Si fa. Carla: ed ora voglio una ricetta. Una ricetta di Vito, il Cuoco. Vito: sfiletta delle soglioline, ricava delle fettine sottili di zucchine affettandole per il lungo, adagia su ciascuna fettina un filetto di sogliolina e avvolgile a formare degli involtini da fermare con uno stuzzicadenti o con un filo do erba cipollina. Fai cuocere a vapore. Con altre zucchine a parte fai una salsina verde, stendila a specchio nel piatto e apoggiarvi gli involtini; condire un po' di olio crudo e l'eccellenza dei prodotti fa la sua parte! Carla: e il tuo Vitel tonné? Com'è il tuo Vitel tonné? Vito: buonissimo! Prima rosolo il vitello con gli odori poi a metà cottura aggiungo il tonno e i capperi. Alla fine le acciughe e la maionese poca poca solo per rendere più lucida e cremosa da salsa. La qualità degli ingredienti è fondamentale. Anche un vino malvagio può rovinare un grande piatto.
Carla: bene. parliamo di vino. Che vino avete bevuto con il Vitel tonnè? Vito: un Villa Bucci. Che mi piace molto. E' uno dei pochi bianchi che preferisco perchè adoro i rossi. I grandi toscani, piemontesi ed ora anche gli abbruzzesi, i pugliesi e i siciliani. Sono stato 3 mesi in tournè in Sicilia ed ho assaggiato meraviglie fra cui il Porcellino nero di Ciccio Sultano. Straordinario. Carla: Ciccio è un mio caro amico. Sono sicura che sarà felice quando glielo dirò. Grazie Vito ed ora aspetto un tuo invito a cena. Ma vengo prima e mi metto in un angolo solo per il piacere di vederti alle prese con pentole e padelle.
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