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Travolti da un gastronomico e avventuroso destino sulle rive del fiume Moldova in una Praga gaudente e ventosa.
Se Matteo Scibilia e Fabio Baldassarre sono stati fra le starchef del Prague Food Festival è solo colpa mia. A ottobre dello scorso anno ho conosciuto Pavel Maurer, fascinoso giornalista enogastronomico che si definisce Food Lover, ci siamo scritti e telefonati più volte e così mi ha invitata al suo annuale evento enogastronomico. Gli ho chiesto se gli faceva piacere presentare due ottimi cuochi italiani. Ok va bene. Perfetto. Conscia che non sapevo bene cosa sarebbe successo ma sicura del valore di questo Festival siamo partiti il 19 giugno, Fabio da Roma, io, Matteo e Teresa da Milano. Easy jet in ritardo di un’ora. Minuti contati per noi. Atterriamo, baciamo l’amico Andrea Colombo che ci preleva all’aeroporto, ci cambiamo e belli e agghindati andiamo alla seratona di gala del Prague Food Festival.
Il Prague Food Festival si svolge all’interno di un parco splendido sulle rive del Moldova.
Gazebo bianchi e svolazzanti, modelle flessuose e ballerine, elegantissime signore, piatti francesi, cechi, giapponesi e italiani, cucinati espressi dai 10 top chef premiati da Pavel Maurer ad inizio serata.
Andrea Accordi, prima Stella Michelin ceca, del Four Season prepara risotto al tartufo bianco, Roman Frencl del Savoy prepara sushi insieme al suo chef giapponese, Riccardo Locque di Aromi prepara mezzi rigatoni di farro con ragù di scorfano, Jean Paul Manzc della Brasserie M prepara cioccolati bon bon al foie gras e aragosta per Makro Cz ecc…
Sembra di essere sul set del Grande Gatsby. Tutto è etereo ed evanescente. Servizio perfetto. Non fai in tempo a finire il tuo piatto e a bere il tuo vino che gentili camerieri ti tolgono di mano l’ingombro. Il vino ha un palcoscenico a parte. Grande ed imponente come un tempio, gestito dall’abile Giancarlo Bertacchini, in Repubblica Ceca da 18 anni. Si possono gustare numerose etichette italiane insieme a grandi bollicine e grappe firmate. La birra è Pilsner, of course. Di ottima qualità servita da personaggi in costume che fanno tanto passato da ricordare. Gli ospiti sono molti e selezionati.
Quando c’è il Prague Food Festival tutta Praga mangia e beve in nome della cultura enogastronomica che vuole essere sempre più popolare. Lo scopo, nobile devo dire, di Pavel Maurer è avvicinare il popolo a capire e a conoscere. Per questo all’interno del Festival ci sono giochi divertenti e blind test per grandi e piccini.
Il giorno dopo è il 20 giugno, il giorno della perfomace di Fabio e Matteo. Andiamo alla Makro di Praga a fare la spesa. Matteo Scibilia nota la ricchezza e l’abbondanza dell’offerta, Fabio farebbe la spesa per il suo ristorante e se la porterebbe a Roma… I cuochi in un Cash&Carry sono come i bambini al Luna Park. Comprerebbero tutto. Proverebbero tutto, dai pesci tropicali al prosciutto di cervo. Troviamo gli ingredienti necessari e ci rechiamo al Prague Food Festival. Nella sala grande, che ospita più di 1000 persone, c’è un palco e sopra il palco una cucina Elettrolux. Due mega schermi ai lati rimandano le immagini delle esibizioni dei cuochi. Matteo e Fabio vengono affidati ad una giovane e bella assistente, Jolona, e ad una interprete che tradurrà dall’italiano in ceco. Fabio e Matteo non nascondono l’emozione. Fabio e Matteo percepiscono di essere di fronte ad un pubblico nuovo quando vedono sedersi in prima fila i 10 cuochi premiati il giorno prima, la stampa ceca e slovacca, e tante TV. Rilasciano interviste in inglese. Ma che bravi che sono, come sono sciolti e patriottici! Per primo si esibisce Matteo Scibilia.
Si è portato il baccalà bagnato da casa e ora lo fa cucinare in una padella con latte e olio. A parte due salse: una rossa fatta con pomodorini essiccati in forno e pomodori secchi, l’altra verde facendo frullare insieme olio, basilico e prezzemolo. L’acqua bolle e quando Matteo butta gli spaghetti Senatore Cappelli il pubblico fa la ola… chissà perché quando la pasta si esibisce lo spettatore gode? Misteri del gusto. Gli spaghetti cuociono piano e Matteo spiega le sue passioni e i suoi principi. Li manteca in una padella larga con la salsa di pomodoro e fanno da letto al baccalà che viene a sua volta condito con la salsa verde. Bianco Rosso e Verde. Matteo strappa applausi e se avesse cucinato 100 kg di spaghetti non sarebbero bastati a sfamare gli spettatori golosi. C’è tanto calore intorno a noi italiani. Affetto e calore.
Tocca ora a Fabio Baldassarre. Fabio ha una ricetta più complicata, bella da vedere eseguire. Presenta le ostie. Si proprio come quelle consacrate. Le sbollenta appena e le arrotola per farne cannelloni. Ogni cannellone di ostia viene riempito con un solido ragù di capretto, messo vicino ad un gamberone rosso appena saltato, irrorato con morbida salsa di cicerchia, anche questa portata da casa, e per decoro un fiore di zucchina fritto aperto come una margherita… Anche Fabio strappa l’applauso e qualcuno gli chiede come fare una versione meno laboriosa ma simile. Scoppia una bella diatriba sul senso estetico dell’impiattare. Stiamo volando alto ed il bello è che la sala è gremita di gente comune, che ha speso diverse corone per entrare, e che non è certo solo del settore.
Dopo, uscendo in strada, ho scoperto come il popolo viene invitato a partecipare. Fanciulle in fiore, con attorno alla vita, come una gonnellina rigida, l’equivalente del sotto boccale di birra Pilsner, gambe al vento e bionda grazia innata, elargiscono depliant e inviti alle degustazioni… impossibile dire di no. I maschietti abboccano come pesci innamorati… i nostri eroi non hanno saputo resistere al fascino delle girls e si sono anche immortalati l’un l’altro con ampia soddisfazione.
Finiamo la serata da Riccardo Locque nel suo Aromi, locale molto chic situato in una zona elegante della città. Riccardo confessa la sua passione per la Spagna, per Ferran e per il nostro Moreno Cedroni. Come dargli torto? Anche la sua insalata di pesce si dà le arie e il tonno si presenta in porchetta.
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