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Enrico Bartolini ed il risotto che sembra una fetta di salame
Questo autunno ho incontrato un giovane cuoco, 28 anni appena, di cui avevo già letto e sentito parlare molto bene dai miei amici esperti del settore che, quando fiutano l’emergente, non sbagliano mai. Enrico Bartolini lavora da quando aveva 18 anni ed ha una biografia di tutto rispetto. Siamo stati a cena insieme a tanta altra bella gente a San Sebastian, abbiamo parlato un po’ e ricordato il suo ex socio, mio parrucchiere dei momenti belli. Bel coraggio da parte di questo giovane intraprendere un rapporto societario con un colosso dello stile, dell’immagine e del business come Aldo Coppola. Le loro strade poi si sono divise e Enrico Bartolini lavora da solo nel suo Ristorante nell’Oltre Po fra nebbie, folletti ed elfi. Quella sera era in tensione perchè la mattina dopo avrebbe tenuto la sua Ponencia.
Puntuali alle 10 io e le mie amiche eravamo ad ascoltarlo. L’ho trovato intelligente, lineare, tagliente e coraggioso. Armonie e fantasie. Un Cuoco che si diverte a fare il risotto per farlo somigliare ad una fetta di salame. Gli ho chiesto cosa prova quando cucina, mi ha risposto: La mia cucina? A me viene voglia di mangiarla. Quando mando fuori un piatto mi scappa da piangere, come quando sono partito da casa 9 anni fa. Se un ingrediente entra nella mia simpatia ci metto l’anima per lasciarlo integro, se poi casualmente rivela essere dotato di estetismi simpatici li applico. Per me è importante che i commensali dialoghino fra loro circa un sapore che stimoli un ricordo, un’esperienza. Tutto è bello che venga riportato a che susciti sentimenti. Anche un risotto che nella mia mente è un salame!
Sono sicura che sentiremo molto parlare di lui. Se non riuscite ad andare a trovarlo a breve godetevi la sua conferenza a Identità Golose del prossimo fine gennaio, domenica 27 alle 15.40! |
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