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Cuoco andata e ritorno. Il libro di Davide Oldani. In viaggio con Biancaneve e la sua zucca.
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Tempo fa Davide Oldani scrive un libro. Ci pensa un po’, prima di capire che vale la pena di pubblicarlo. Insicurezza? No, credo proprio di no. Lo conosco troppo bene. Si rende conto che, con il suo libro, sta per  uscire dal seminato ricette e chef. Ci vuole coraggio e sincerità. Nessuna disarmonia, nessuna sbavatura. Sincerità e pulizia, come nei suoi piatti. Se sei veramente sincero, la peggior cosa che ti può capitare è trovare persone che non la pensino come te. E che problema c’è?
Lucia Morello riapre il cassetto dove Davide nasconde le sue sudate carte. Chiudo gli occhi: lo vedo aprire quel cassetto ogni giorno, rileggere le sue parole, richiudere il cassetto.
Lucia lo prende per mano e coglie al volo il ritmo dei suoi pensieri.
Divoro Cuoco andata e ritorno (Reportage 2000 ed. Touring Club Italiano) in poche ore. Mi cattura e, ad un certo punto, mi dimentico, completamente, che sto leggendo un libro firmato da un Cuoco. Attenzione Cuoco e non Chef! Chef è Capo. Ehi capo!?! Capo di tutto. Il Cuoco è, invece, l’uomo che fa il mestiere artigiano di cucinare, allo scopo di nutrire la gente. La lettura scorre via piacevole e con un ritmo che mi ricorda Alessandro Baricco (a Davide piace molto ed anche a me). Ed è il ritmo di Davide. Il ritmo con cui affronta la vita e la sveglia la mattina. La sua Virago! Diverte, fa sorridere, fa riflettere. Un’ autocoscienza rotonda come il suo concetto di ‘cucina circolare’ dove confessioni del tipo: Si è vero, la mia può essere una cucina femminile. E’ un complimento. Adoro le donne e le stimo’ e dichiarazioni d’amore riservato e discreto per la sua famiglia suonano insieme, in un Gospell intonato. Oldani ha scritto, principalmente, per i giovani che vogliono intraprendere questo mestiere. Un manuale scolastico, molto dettagliato e severo sul come si comincia. Sono spine ragazzi! Spine di ricci di mare da pulire per giorni e giorni, mentre gli altri, magari anche meno bravi di voi, sono già diventati comis. Sono permanze fuori casa, dure da sopportare, sacrifici, solitudini, lacrime, lontananze. Nel film ‘Come l’acqua per il cioccolato’ sono proprio le lacrime d’amore, cadute nella pentola ad arricchire il piatto di un insolito sentimento dolce/salato. Anche nel dolce, Davide ama il salato. Sarà il ricordo delle lacrime? Ma, ragazzi attenti!, ci sono anche le soddisfazioni. Se lavori duro, se sei sincero, se sei generoso. Davide vi racconta dei suoi ingressi nelle più belle cucine del mondo. Dei grandi, grandissimi Cuochi con cui ha lavorato. Marchesi, il Primo. Alla presentazione del libro Marchesi è splendente, solare, bello ed elegante. Gli brillano gli occhi. Giocano fra loro ed è commovente ascoltare Davide che da del Lei a Gualtiero. Dopo tutti questi anni!!! Il Maestro ed il Discepolo. Stessa cocciutaggine, stessa caparbietà. Un momento magico che voglio fermare, un istante: il Cuoco, che ha rivoluzionato la cucina, sta quasi passando il testimone al Cuoco, che fa di necessità virtù e porta la rivoluzione in periferia, in una semplice Trattoria. Faccio ripartire le immagini, scusate, è una mia sensazione a pelle, in mezzo ai mille commenti di tutti. Mamma mia quanta gente! Accalcata come ad un concerto di Ligabue. Davide ha una passione intelligente per questo cantante rock, duro e grezzo. Con una voce da scaricatore di porto ed i sentimenti di un grande artista della strada. I capitoli del libro sono ‘ritmati’ da Ligabue. Ma anche da altri più famosi e qualificati, come George Sand, Albert Einstein ecc… Per uno come Davide, che crede di essere Salgari quando viaggia con il naso sopra uno sformato di zenzero, che è convinto che Biancaneve deve cambiare la mela a seconda delle stagioni e rubare la zucca a Cenerentola, è ovvio che George Sand e Ligabue sono sullo stesso piano di cottura. Sbaglio? Nel libro, Oldani con Biancaneve e la sua zucca vi accompagna in un viaggio fantastico pieno di avventure, ironia, parole fredde e precise come lame di coltello, prese in giro e riprese della prese in giro, scuse ripetute ad ogni pagina, scusate se sono qui! (Davide, io sono felice che ci sei!) Una rete regolare che intreccia i Grandi Cuochi, gli amici cari, il tanto desiderato ritorno a casa. Parole in libertà, facciamo questo gioco!, fermiamoci a pensare! E… alla fine di ogni capitolo, ci sono anche le ricette. Perché le ricette ci sono, ma sono di contorno. In effetti, sembrano di contorno. Furbo Davide. Alla fine di ogni capitolo dove, appunto come sopra, ti dimentichi che stai leggendo il libro di un Cuoco…Davide ti ricorda che lui è un Cuoco, artigiano della cucina. Sempre Sognatore  e nella finzione del gioco facciamo che tu eri…, modestamente, si fa chiamare Dante. Ma a me Dante, Davide non me ne volere, fa venire in mente, oltre al solito Alighieri, anche: a’Dante! Il coatto romano di un film di qualche anno fa, così caparbio e testardo da arrivare in alto, in quella società che lui aveva sempre e solo visto dalla porta secondaria della cucina. Davide, qualcuno riderà delle righe che hai dedicato al tuo Breitling. Io ci ho letto tanta sincerità. Così come riderà della cinta di Gucci che hai indossato per la foto che ti hanno ‘obbligato a fare’ e dell’auricolare dell’I-pod che penzola sulla tua camicia, sempre nella stessa foto. Bellissimo libro, Davide, complimenti. A Gualtiero piacerà. Avrai tempo per scrivere il Codice Oldani. Intanto hai letto quello dell’unico Grande Marchesi, si capisce. Buon Discepolo non mente!


 
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