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.6. Il libro a schema libero di Alessandra Meldolesi
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Alessandra Meldolesi ha scritto 6, 6 pensieri per 6 cuochi. I .6. sono Cracco, Bottura, Cedroni, Scabin, Lopriore (a lato la sua parmigiana di melanzane) e Crippa. Le foto e la realizzazione grafica sono di Bob Noto.

Alessandra Meldolesi non è nuova alle sperimentazioni e andare oltre, pescare nei pensieri e trasformarli in una cucina che non è più cucina ma osa e vince in nome del 'popolo italiano' è per lei una facile e piacevole abitudine. Questo libro lo ha fortemente voluto e ragionato per poi lasciare che viaggiasse da solo, a schema libero, perchè gli stessi argomenti spesso hanno contenuti diversi.

Ma ecco come lo presenta meglio di me lei stessa:

Secondo me bisogna enfatizzare il fatto che è un libro a schema libero: è diverso nel senso che è molto spontaneo e ha preso forma da solo. I 6 chef sono amici fra loro e avevano voglia di presentarsi come una "scuola" (o forse come una scolaresca...). In questo senso la struttura per temi ha avuto molto successo fra loro (ed è piaciuta anche a Marchesi e Montagud) e alla fine ne è derivato una sorta di manifesto aperto, che non era nei piani iniziali. Il manifesto è composto di quelle frasi che leggi all'inizio, tipo "L'ironia è un registro fondativo...ecc". E' aperto nel senso che è scritto in modo evocativo, perché i 6 chef danno risposte diverse a problemi comuni; rappresentano insomma tante avanguardie diverse. Per i testi mi sono ispirata un po' alla semiotica (vedi i concetti di estetica della ripetizione o di gioco metalinguistico), pur non essendo una semiotica, e in ogni caso ho lasciato libera la fantasia, nel tentativo di evidenziare fin dove ha potuto spingersi questo tipo di cucina, che quasi non è più cucina, tanto gioca sui suoi limiti, a livello simbolico, di design, ecc.

L’idea è nata un po’ per caso: "Stavo aspettando Carlo Cracco nel bar del ristorante, all’improvviso ho notato le risate dei clienti e ho capito di non avere indagato a sufficienza questo aspetto. Da lì ho letto i classici sull’ironia, per cercare di capire i meccanismi in azione e la loro funzione. È un registro leggero e inebriante, che però testimonia dello spessore intellettuale dei piatti in tanti modi, l’umorismo, la parodia, il grottesco, l’antifrasi, il nonsense.... Credo che la sua funzione sia mantenere la cucina di ricerca in una condizione di effervescenza, ostacolando le cristallizzazioni e i manierismi", dice l’autrice; "così ho pensato di organizzare un ricettario per temi, analizzando le diverse interpretazioni di questo come di altri motivi"."L’idea mi ha entusiasmato", aggiunge Bob Noto, eminenza grigia della cucina internazionale, già partner di Alessandra in Cracco, sapori in movimento e Grandi chef di Spagna, "ma ho subito pensato di adattarla a un’opera collettiva, su cui abbiamo iniziato a chiedere l’adesione dei nostri cuochi preferiti, e devo dire che il processo si è messo in moto con grande naturalezza. Per le fotografie dei piatti ho adottato una grafica molto pulita, quasi minimalista, mentre ho curato l’aspetto iconografico spaziando con noncuranza da Andy Warhol alle copertine degli LP anni ‘70 dello Studio Hipgnosis, dal poster di Wooodstock a René Magritte, dal frulllino arrugginito che usava mia nonna ai graffiti.

 

.6. lo trovate su Cucina e Vini.

Il Magnum di Massimo Bottura

Esplosione di susci di Moreno Cedroni



 
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