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POP, la nuova grande cucina italiana.
Si intitola POP così senza fronzoli. Ma poi si fregia di essere la nuova grande cucina italiana. A ragione sarà ed è proprio così. Davide ha inventato la cucina POP per necessità che si è fatta virtù. Quando hai fame, diceva Geppetto a Pinocchio, della pera devi mangiare anche la buccia... che magari appena scaldata è buona ugualmente. Forse anche più buona. Quando ho conosciuto Davide non era certo famoso come adesso, incontrastato idolo mediatico. Era un ragazzo, e lo è tuttora, avete presente quegli uomini fortunati, a noi donne non succederà mai!, che come Gianni Morandi o Velasco Vitali, più si fanno maturi e più il tempo non sembra passare per loro?, caparbio, con le idee chiare in testa fin dal primo momento. Qualcuno lo riteneva già antipatico allora per la sua schiettezza e il suo fare diretto, appunto senza fronzoli, il suo fare popolare. La sua cucina mi ha folgorata e l'ho scritto mille volte per cui non mi ripeto.
Nei primi due libri ha parlato di sè, della sua storia di giovane cuoco a bottega nelle più grandi cucine del mondo. Di un cuoco solitario che nelle ore di pausa era solito prendere appunti. Ha raccontato la sua vita senza patinature regalate da telecamere effetto flou. Ricette appena accennate che hanno fatto da contorno alle pagine vissute. Questo ultimo libro invece è un vero e proprio libro di ricette. Il concetto di cucina POP viene allo scoperto. Ingrendienti poveri, mi dice Davide, che con tecnica e fantasia diventano ricchi. Una volta scrissi che Davide Oldani è come Robin Hood, ruba i sapori ai ricchi per darli ai poveri... non stavo scherzando. E' proprio vero! Se una semplice cipolla diventa un cult aveva proprio ragione Geppetto! Ma la chiave del successo non sta solo nella qualità della materia prima, nella tecnica perfetta, nella fantasia negli abbinamenti, sta anche nella squadra. E Davide da calciatore mai pentito interista per amore e passione, questo lo sa da quando indossava i calzoncini corti e tirava calci ad un pallone... il ragazzo di farà!, l'avra detto sicuramente qualcuno, non ho dubbi. La squadra di Davide è fatti dai suoi fedeli cuochi che all'occorrenza si trasformano in camerieri, sommelier, lavapiatti e barman. Nel D'O tutti sanno fare tutto quello che sanno fare gli altri. Davide è stato capace e umile direi, nel dare spazio ai suoi collaboratori e gli ha insegnato ad affrontare i clienti e non rimanere solo dietro i fornelli. In fondo chi meglio del cuoco stesso che ha elaborato il piatto può raccontarne la storia? Ma questa è una formula tutta D'O forse difficile da applicare in altre realtà che ben conosco dove ognuno ha il suo ruolo professionale. Il segreto, sempre rubando al mondo del calcio, dice Davide, è alimentare il vivaio. Investire sulla formazione dei giovani. Perchè se dietro un grande uomo c'è una grande donna dietro un grande cuoco c'è una grande squadra. Ma questo non vale solo per Davide. Vale per tutti. POP la nuova grande cucina italiana è il libreria Edizioni Rizzoli. RCS |
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